martedì 11 settembre 2018

Carnet du Retour

Tanti, troppi carnet de voyage in questo mondo. Tanti, troppi viaggi; l'etere è ormai saturo di narrazioni sull'esplorazione degli anni duemila, sulla 'scoperta' di nuovi mondi, sulla sfida, l'incontro, lo scontro, l'Avventura.

Si, vabbè. L'Avventura. Pare che si debba fare quasi a gara a chi l'ha fatta più grossa. Più incredibile. A chi ha incontrato più Gente Figa. A chi ha tirato fuori il concept più assurdo, 'ho viaggiato tre anni senza soldi in monopattino, è possibile!', a chi ha fatto il blog più interessante, a chi ha fatto il video più mozzafiato, a chi ha fatto più viewers e followers e chi più ne ha più ne metta.
Io ho viaggiato e mi sono persa. E ho perso la mia identità, le mie radici, non mi ricordavo più come si cucina la pasta e come si fa un caffè, mi sono spogliata del mio accento per mimetizzarmi e parlo un italiano ibrido, brutto. Uso espressioni facciali diverse quando parlo in lingue diverse. Uso cervelli, atteggiamenti diversi a seconda della lingua e della cultura alla quale attingo. Una, nessuna e centomila. Non è tutta sta gran pacchia tutto sommato. E improvvisamente mi rendo conto che, se c'è un paese che non conosco, un enigma affascinante, terrificante, tumultuoso, doloroso, bellissimo, quello è il luogo da cui sono partita per viaggiare, tanti anni fa.


E allora cominciamo questo Carnet du Retour. Il Diario del Ritorno.
Si, anche questo è un concept forse. Vorrei essere più originale degli altri e zac, fregarli, andare controcorrente; ma, in realtà, forse è anche un tentativo di creare una contro-narrazione a questa massificazione e idolatria del Viaggio come bene di consumo, come status symbol dal quale non si può più prescindere se si vuole essere accettati in società - tu dove sei stato che hai visto quanto lontano sei andato - al quale ci si può ormai avvicinare tramite una compagnia specializzata, incaricata di 'farti provare emozioni forti' ma controllate, al quale ci si può approcciare senza farsi due o tre domande, chiedersi perché si sta viaggiando, cosa ci spinge ad andare a cercare altrove, a 'scoprire come sono fatti quelli o quelle', questo gusto del collezionismo del Tutto occidentale, giusto per aggiungere un altro paese alla lista, e dire 'questo l'ho fatto, lì ci sono stata'.
Il Ritorno fa male, invece. Non si capisce molto. La gente, la nostra, quella che in teoria ci conosce da quando siamo nati, non ci capisce molto nemmeno lei. Si è stranieri, ma a casa... Casa? ho detto casa. Mah. Chissà.



venerdì 24 febbraio 2017

martedì 8 dicembre 2015



it's been a while the name was being questioned, I think we're almost there...

sabato 22 agosto 2015

time to update a little bit...


some research and work in progress of Presence, a personal project I'm working on right now.
With huge, unmesureable thanks to Rémi, Amanda, Giovanni, Nicolas and Enrico who are the other five crazy people who decided to join me in this suicidal adventure.
Thanks Tommaso for this opportunity :)
All rights are reserved











lunedì 16 febbraio 2015

Gestures

hop! needed to do this at one point ^_^






lunedì 1 dicembre 2014

once in a while

Ok, I don't know if I'm allowed to show this but... ah come on! isn't she cute?


martedì 1 aprile 2014

lunedì 9 dicembre 2013

giovedì 7 febbraio 2013

The Frame Collective is finally online!!!

A little teaser for everybody to get curious... :)

Exquisite Drowning is the result of a game set up by grownups - maybe - in need of a playground, of a private place to mess around with shapes, colors, sounds and motion, without the weight of a Story, a Style, a Coherence or a Sense.
The collective itself decided how it had to be played, whether or not with a theme, with some constrictions, or with some keywords to get a kind of final linearity. Eventually, the nonsense won. 
The only requirements, then, were following the soundtrack and achieving a flowing connection among the single parts, somehow. Sixteen animators have been working on a nine seconds' cut each, without knowing anything but the track, and only few frames of the previous or the following animation.

The goal of the whole project was, above all, to unleash thoughts and imagination, and then visually and technically try to solve these intricate nine seconds within very few constrictions, something that felt both exciting and difficult at the same time.

The result, once revealed, gave an impressive number of coincidences and tuned visions, and it felt as amazing as modeling a kite without having a clue it was a kite, and watching it take wing without having a clue it could fly.
We had fun doing it. We wish you'll enjoy watching it, whatever it is.







mercoledì 23 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011

sabato 19 novembre 2011

domenica 13 novembre 2011

Dieu benisse les burgers - sketches!




inspirational sketches and first backgrounds for a short movie I'm working on with Rémi Delissen - http://remidelissen.tumblr.com/